Il Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale

FOTO: Nicolò Malerba (progetto alternanza scuola-lavoro con I.I.S.S. “De Marco-
Valzani”, Brindisi)
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ADATTAMENTO TESTI: Rino De Giorgi (progetto alternanza scuola-lavoro con I.I.S.S. “De Marco-Valzani”, Brindisi)

Il Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale

Fonte: http://www.ostunimuseo.it/it/museo-civico/

Il Museo di Ostuni, inaugurato il 14 maggio 1989 nell’ex monastero carmelitano di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, con l’annessa chiesa di San Vito Martire, dopo un accurato restauro, è stato riaperto nel 2011 con la mostra temporanea “Ostuni ed il suo territorio: la vita quotidiana ed il sacro nelle testimonianze archeologiche”.
La Chiesa, nota con il nome di “Monacelle”, fu interamente edificata tra il 1750 ed il 1752, su progetto di un anonimo ingegnere napoletano e fu realizzata da maestranze ostunesi al posto di una precedente chiesa medioevale di San Vito, colpita dal terremoto del 1743.
La facciata evidenzia nelle sue linee l’inizio della stagione del rococò ad Ostuni, che si protrarrà fino alla fine del XVIII secolo.

L’interno, a navata unica, presenta cinque altari in pietra di gran pregio artistico e due coretti, sempre in pietra, sorretti da due archi con teste di cherubini.
Sette tele di artisti napoletani e romani, recentemente restaurate, adornano gli altari. Oltre alle tele ed agli altari in pietra, ricchi sono anche gli arredi lignei, quali l’organo settecentesco ed il pulpito, le porte interne e ed il portoned’ingresso, le finestre e le grate dei matronei. All’interno della Chiesa di San Vito Martire sono esposti i corredi delle tombe a camera di età messapica venute alla luce nell’area del Foro Boario, oltre ai reperti di età medievale, rinascimentale e moderna provenienti dalla cosiddetta Torre Medievale di Ostuni e dal giardino del Convento di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, sede del Museo.
Sono presentate le ricerche topografiche condotte in numerosi siti neolitici della costa adriatica.

Si segnala in particolare Fontanelle che, oltre ai numerosi resti di cereali contenuti in grumi di intonaco di capanna, come l’impronta completa di una spiga di Triticum dicoccum, conserva ceramiche impresse arcaiche ed un’industria litica laminare di ridotte dimensioni (perforatori e geometrici).
Tra le grotte frequentate nel IV-III millennio, particolare importanza riveste quella di S. Biagio, della quale sono presentate le industrie litiche e le ceramiche di facies Serra d’Alto. Si aggiungono, infine, le ceramiche graffite con rappresentazioni di oranti provenienti dalla Grotta di Santa Candida presso Francavilla Fontana.La donna di Ostuni’ é l’importantissima scoperta dovuta al prof. Donato Coppola, paletnologo dell’Università romana di Tor Vergata, nella grotta di S. Maria d’Agnano.
Gli scheletri di una donna morta circa 25.000 anni e del bimbo che portava in grembo, sono eccezionalmente ben conservati. La grotta di S. Maria d’Agnano é stata frequentata dalla fine del quarto millennio, nel terzo millennio e parte del secondo millennio a.C., da gruppi umani di allevatori di bestiame che nel secondo millennio a.C. divennero veri e propri pastori che alle soglie dell’età del ferro, creeranno villaggi intorno ad Ostuni.
Solo Ostuni infatti, divenne un villaggio fortificato nell’VIII secolo e diventò città messapica nel IV secolo e a cui si sostituì la città medievale.

Tutti questi popoli sono accomunati dal culto, così come testimonia la grotta di S. Maria d’Agnano. Qui a partire dal paleolitico superiore (circa 25.000 – 20.000 anni fa), avvenivano le sepolture e proprio qui la scoperta sensazionale: una donna incinta morta, i cui resti sono stati ritrovati in ottimo stato di conservazione, con il feto pressoché intatto. La grotta si apre alla base del monte di Ostuni.
E’ una grande voragine che ha subito varie modifiche nel corso dei secoli. La grotta é poi diventata meta di culto anche in età cristiana.

Questo museo fa parte del Sistema Museale Ostuni Fasano che più precisamente comprende:
1) il Museo di civiltà preclassica della Murgia meridionale e il Parco archeologico e naturale di Santa Maria di Agnano presenti nel territorio di Ostuni;
2) il Parco rupestre di Lama d’Antico, San Giovanni e San Lorenzo di Fasano ed il Museo nazionale archeologico e il Parco Archeologico di Egnazia.
I comuni di Ostuni (capofila) e Fasano, il 3 giugno 2005 hanno formalizzato l’istituzione del Sistema Museale Ostuni Fasano con la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa.
Per un maggiore approfondimento del Sistema Museale cliccare su questo link: http://sistemimuseali.sns.it/content.php?idSC=123&el=88&c=106&ids=3&o=sistemiCulturali_dataInizioInterna

Via: via Cattedrale 15
GPS: 40.7338372,17.577818,18